Prendi un appuntamento

     Info line: 0773 611219 | WhatsApp  3317535125

COME ELIMINARE I CAPILLARI E LE VENE VARICOSE DALLE GAMBE

Antiestetici segni che affiorano sulle gambe.

Capillari evidenti, varici reticolari e vene varicose sono gli inestetismi più comuni, soprattutto nella popolazione femminile.

Non si tratta però solo di un problema estetico, questi inestetismi sono spesso il segnale di insufficienza venosa. Una patologia che colpisce il sistema circolatorio e che, se non trattata opportunamente, può cronicizzarsi e portare a complicanze anche gravi.

Fondamentale è quindi non sottovalutare il problema e affidarsi a specialisti sin dai primi sintomi.

Le principali metodiche per eliminare questo problema sono la scleroterapia e il laser.
Poiché  c’è spesso confusione in merito a quale sia la terapia più efficace, o quando sia indicata l’una piuttosto che l’altra, in questo articolo vedremo come funzionano, quando sono indicati e quali risultati danno.

Ovviamente è una procedura medica, per cui non va sottovalutata né banalizzata.
Dopo un’accurata selezione del paziente ed una attenta analisi con misure antropometriche si potrà passare alla valutazione del numero di fiale (ogni fiala è costituita da 10 ml) e dalla zona di inoculazione.
Il trattamento ha una durata di 30 minuti, mentre il risultato definitivo si vedrà dopo circa 2 settimane. Questo perché l’acido ialuronico, tra le sue molteplici caratteristiche, ha quella dii trattenere le particelle di acqua al fine di dare ancora più volume.
Ricordiamo che il nostro organismo per il 90% è costituito da acqua per cui più naturale di cosi!

Il costo di questo trattamento di medicina estetica è tra i 1800 e i 2500 euro (nel Pulsinelli Medical Center il pagamento può essere anche  dilazionato)

COSA SONO I CAPILLARI SULLE GAMBE

I capillari sulle gambe si chiamano, nel linguaggio medico, teleangectasie.
Si tratta di piccoli vasi sanguigni presenti sotto la cute delle gambe, che si dilatano e diventano progressivamente visibili assumendo un colore rosso, blu oppure violaceo In questo modo, la loro presenza salta all’occhio rovinando l’estetica delle gambe.
Anche la forma è variabile; ce ne sono di sparsi e lineari, spesso di colore rosso, oppure a forma di albero dritto o rovesciato, o ancora di forma stellata oppure a macchia.

I capillari sulle gambe possono essere isolati oppure associati all’insufficienza venosa, una malattia nella quale le vene delle gambe perdono la capacità di spingere il sangue verso il cuore diventando via via più dilatate e causando sintomi come dolore e pesantezza.
Per questo motivo, in presenza di questo problema è fondamentale studiare la

circolazione venosa con un Ecocolordoppler.

PERCHÉ SI FORMANO I CAPILLARI SULLE GAMBE

Secondo alcuni studi, i capillari si svilupperebbero sulla base degli stessi meccanismi dell’insufficienza venosa, quindi il ristagno di sangue da un lato e il danneggiamento delle valvole presenti all’interno dei vasi sanguigni dall’altro. Ciò determinerebbe una inversione del flusso del sangue, chiamata reflusso, e la dilatazione dei vasi stessi.

A volte, tuttavia, i capillari si formano anche in assenza di problemi venosi. Le ipotesi, in questo caso, sono legate alla presenza di scarso ossigeno nei tessuti, che provocherebbe l’attivazione delle cellule vascolari e la nascita di nuovi vasi sanguigni più dilatati e visibili.

Questo meccanismo di formazione dei capillari potrebbe spiegare la loro associazione con la cellulite.

I fattori predisponenti allo sviluppo dei capillari sulle gambe, invece, sono maggiormente noti.
I principali sono: la storia familiare positiva, le gravidanze e l’assunzione di ormoni estrogeni, oltre che i traumi o il mantenimento della posizione seduta o eretta per molto tempo.

Le donne sono più soggette a questo problema rispetto agli uomini, in modo direttamente proporzionale al numero di gravidanze e all’assunzione di terapia ormonale. I maschi affetti, invece, hanno più spesso una sottostante insufficienza venosa.
In ogni caso, il problema aumenta con l’avanzare dell’età.

 

 

LA CLASSIFICAZIONE DELLE TELEANGECTASIE È LEGATA ALLA CAUSA DETERMINANTE:

Teleangectasie determinate da squilibri ormonali; si localizzano sulla superficie delle cosce, ed è frequente che appaiano nel menarca, durante la menopausa, la gravidanza o con l’utilizzo della pillola anticoncezionale.

Teleangectasie da insufficienza venosa: sono di solito associate ad altri tipi di varici e accompagnate da sintomi di insufficienza venosa.
Si trovano più facilmente nel dorso del piede, dietro al malleolo, nelle gambe ed in particolare sulle cosce.

Teleangectasie finissime causate dalla debolezza del sistema capillare: si localizzano prevalentemente verso la fine delle gambe e sono provocate dai raggi UV, dal calore o dal freddo.

Varici reticolari: sintomo di insufficienza venosa, spesso sono le vene che alimentano le zone interessate dalle teleangectasie; è buona norma, quindi, trattare contestualmente l’insufficienza venosa delle teleangectasie per evitare che queste ultime ricompaiano successivamente.

Teleangectasie matting: possono comparire dopo la iniezione di sostanze sclerosanti o in seguito ad interventi di flebectomia.
Non si verificano di frequente e la loro comparsa può dipendere da fattori predisponenti della paziene oppure da una tecnica di intervento non corretta (es. se il liquido iniettato ha una concentrazione eccessiva, o se ne viene iniettato troppo, se è eccessiva la pressione di iniezione, se non viene fatta una terapia di compressione).
Nella maggior parte dei casi il matting sparisce spontaneamente entro sei mesi, ma nei casi in cui invece persista, può essere utile ricorrere alla terapia laser.

La comparsa delle teleangectasie è preceduta da un danneggiamento dei capillari veri e propri, da cui si deduce l’importanza di un’azione preventiva che protegga il sistema microcircolatorio, impedendo che avvenga il danneggiamento che produrrà in seguito la comparsa delle teleangectasie.

 

 

COME SI ELIMINANO I CAPILLARI SULLE GAMBE

I principali trattamenti per eliminare i capillari e le vene reticolari sulle gambe sono la scleroterapia, la scleromousse (terapie esclusivamente iniettive) e il laser.
Vediamoli nel dettaglio per capire quando è meglio orientarsi su uno piuttosto che sull’altro.

LA SCLEROTERAPIA

La scleroterapia è una tecnica mini-invasiva di trattamento dei capillari e delle varici reticolari sulle gambe che consiste nell’iniettare una piccola quantità di farmaco all’interno di questi vasi oppure nella vena che li alimenta, con lo scopo di provocarne una sclerotizzazione.
La sostanza, infatti, reagisce con le cellule della parete vascolare, provocando un indurimento del capillare che lo occlude progressivamente, rendendolo non più visibile.

Il trattamento di scleroterapia si effettua in sedute ambulatoriali di circa 30 minuti, intervallate da un periodo di qualche settimana durante il quale si verifica una transitoria reazione infiammatoria a livello dei capillari iniettati. Non bisogna spaventarsi, perché questa fase fa parte del normale processo di scomparsa del capillare.

Nell’arco del trattamento è importante non esporsi al sole, per evitare che compaiano macchie pigmentate sulla pelle che vanificherebbero il risultato estetico. Per lo stesso motivo, bisogna evitare le alte temperature, come in caso di saune o bagni termali, ed è sconsigliato fumare per non incrementare il rischio di trombosi.

Per ottimizzare il risultato estetico, infine, bisognerebbe indossare una calza elastocomopressiva idonea, che agisce in sinergia con la scleroterapia nel favorire la riduzione/scomparsa dei capillari. La calza può anche alleviare sintomi come dolore e pesantezza alle gambe.

QUANDO È MEGLIO LA SCLEROTERAPIA

In generale, se i capillari sulle gambe hanno un diametro superiore ad 1,5/2 mm (si definirebbero in questo caso vene reticolari) la scleroterapia è considerata il trattamento di prima scelta.
In realtà, ci sono studi che hanno confrontato le due metodiche mostrando una sostanziale equivalenza nei risultati, sempre per quanto riguarda capillari di queste dimensioni; molto dipende dall’esperienza dello specialista e dalla padronanza della tecnica.

QUANDO EVITARE LA SCLEROTERAPIA

In alcune situazioni la scleroterpia va però evitata ed è meglio orientarsi sul laser, sempre che la tipologia di capillare possa beneficiare di questo trattamento.

Ecco le situazioni principali:
– Pazienti che hanno paura degli aghi (agofobici): queste persone non tollerano l’idea di essere punte e non accettano questa metodica di trattamento.
– Pazienti che sono allergici al farmaco scleroterapico: ci sono fenomeni di allergia che, ovviamente, controindicano in maniera assoluta l’iniezione di questa sostanza, perché potrebbe provocare reazioni anafilattiche molto gravi.
– Pazienti che hanno controindicazioni alla scleroterapia, come la presenza di PFO (forame ovale pervio, una malformazione molto diffusa nella quale c’è una comunicazione tra la parte destra e quella sinistra del cuore) o che sono ad alto rischio di trombosi.

LA SCLEROMOUSSE NELLA TERAPIA PER LE VENE VARICOSE

La Scleromousse è un trattamento tutt’altro che nuovo: in Francia, viene infatti utilizzato da oltre 15 anni. È un trattamento ambulatoriale e non necessita di nessuna anestesia, nemmeno locale. La vena da trattare viene individuata tramite una sonda ecografica e  viene trattata con circa 5-10 ml di schiuma sclerosante attraverso un’ ago cannula. La mousse provoca una flebite chimica; la flebite verrà poi pulita dai macrofagi, le “cellule-spazzine”, nel giro di un paio di mesi. È un procedimento piuttosto rapido. Una volta tolta l’agocannula si effettua elastocompressione mediante bendaggio elastico e successivamente con calza, allo scopo di ridurre la reazione infiammatoria.

In media si eseguono 3 sedute di trattamento di Scleromousse, con un distacco l’una dall’altra di 20 giorni. Al fine di assicurarsi un buon risultato del trattamento, si consiglia di eseguire delle visite di controllo periodiche, a cadenza semestrale

QUALI SONO I VANTAGGI DELLA SCLEROMOUSSE?

Uno dei più grandi vantaggi della Scleromousse è sicuramente il costo piuttosto basso rispetto ad altri trattamenti utilizzati per le stesse patologie; ma non solo, la Scleromousse è anche un trattamento efficace.

 Per quali patologie funziona la Scleromousse?

La Scleromousse è indicata per diverse patologie legate al problema delle vene varicose; si utilizza per curare piccole varici superficiali che si sviluppano generalmente sugli arti inferiori. Nello specifico, è indicata per il trattamento, in casi selezionati, della patologia varicosa della vena grande e piccola safena, di collaterali varicose safeniche ed extrasafeniche e per le varici recidive.

IL LASER

Il laser è un fascio di luce che, a contatto con la cute, subisce una conversione della sua energia luminosa in energia termica; questa energia brucia determinati composti cutanei chiamati cromofori.
Ogni laser, quindi, ha un bersaglio specifico da colpire, che dipende da un parametro del fascio luminoso chiamato lunghezza d’onda.
Nel caso dei capillari sulle gambe, il cromoforo è l’emoglobina contenuta nel sangue.

Il processo che subisce il capillare colpito dal laser diventa simile ad una sclerotizzazione, in quanto il calore sprigionato distrugge la parete del vaso sanguigno, che di conseguenza scompare.
Il laser ideale, quindi, dovrebbe avere una lunghezza d’onda idonea a colpire l’emoglobina del sangue, e penetrare a sufficienza per colpire il bersaglio senza distruggere i tessuti circostanti.

In sintesi, le variabili che caratterizzano il trattamento laser sono: la lunghezza d’onda della luce, che determina quale bersaglio verrà colpito, la durata dell’impulso luminoso, la dimensione dello spot e l’intensità dell’impulso, che cambieranno a seconda del diametro del vaso colpito.

Uno dei laser maggiormente testati per questa patologia è il Neodimio YAG.

Nel Pulsinelli Medical Center  vengono utilizzati i seguenti dispositivi :

  • Nd-Yag Laser Elite iQ della Cynosure
  • Nd-Yag Laser M22 della Lumenis

Entrambi, certificati dalla FDA, si basano sul concetto della fototermolisi selettiva: la luce interagisce prevalentemente con l’emoglobina colpendo selettivamente il capillare e determinandone la fotocoagulazione. La luce viene assorbita solo in minima parte dalla cute che quindi non risulta danneggiata; il trattamento è di solito svolto in più sedute. I capillari possono già non essere più presenti al termine della seduta o scomparire nelle settimane successive. Dopo il trattamento è normale osservare un arrossamento e un leggero gonfiore dell’area trattata destinati a scomparire nel corso di alcuni giorni. In pazienti con una carnagione molto scura non sono infrequenti alterazioni del colore della pelle ( iper o ipopigmentazioni ), generalmente reversibili nel corso di alcuni mesi.

Il trattamento laser dei capillari sulle gambe non è doloroso; si può avvertire un lieve fastidio, che di solito è ben tollerato.
Dopo il trattamento laser  è opportuno applicare una crema idratante e non è necessaria la calza elastica.

QUANDO È MEGLIO IL LASER

In generale, in caso di capillari molto piccoli, cioè di diametro inferiore a  0,5-2 mm, il laser è maggiormente indicato perché la puntura selettiva di questi vasi risulterebbe difficoltosa.

Un’altra situazione adatta al trattamento laser è il matting.
Si tratta di una rete molto disordinata e intricata di nuovi capillari, che si forma quando viene sclerotizzata oppure asportata una vena sana. Il sangue che ristagna nei tessuti circostanti, provoca la dilatazione di capillari che, fino ad allora nascosti, spuntano in maniera disordinata sulla cute rendendosi visibili.
Data la loro piccolissima dimensione, risultano difficili da iniettare, l’unica soluzione efficace è il laser.

Anche alcune zone della gamba, come la caviglia e il cavo popliteo, oppure il dorso del piede, risultano più indicate al trattamento con il laser.
In queste aree, infatti, c’è poco tessuto sottocutaneo e le valvole venose possono avere un orientamento sovvertito; in tal caso è più facile provocare complicazioni se si utilizza la scleroterapia.

 

 

I CAPILLARI E LE PICCOLE VENE ELIMINATI RITORNANO ? 

 

I capillari trattati, una volta scomparsi, non tornano più; ma se c’è una predisposizione, se ne possono creare dei nuovi.

Un motivo frequente di inefficacia delle terapie sta nel fatto che vengono trattati solo i capillari, mentre per avere un buon risultato occorre iniziare la terapia trattando le varici reticolari.

In ogni caso, anche quando la terapia è eseguita correttamente, il risultato non è definitivo. Per questo  consigliamo ai nostri pazienti un controllo periodico ed una eventuale seduta ogni sei/dodici mesi.

Questo consente di mantenere un ottimo e permanente stato delle gambe.

Prima di qualsiasi trattamento, nel Pulsinelli Medical Center viene consigliata la Visita Specialistica per effettuare uno studio accurato della circolazione con Ecocolordoppler.